Parole in versi
Per iniziare (e probabilmente anche molte altre volte in seguito) non scelgo un sommo poeta, come probabilmente molti si aspetterebbero, ma il romanissimo Carlo Alberto Salustri molto più conosciuto come Trilussa, un poeta che amo moltissimo per i suoi versi che sono un esempio di poesia piena di quello spirito prettamente romanesco che ho sempre sentito dentro di me nonostante che da moltissimi anni io viva lontano da quella splendida città dove sono nato e dove ho trascorso la mia giovinezza.
GIORDANO BRUNO
Fece la fine dell’abbacchio al forno
perchè credeva ar libbero pensiero
perchè si un prete je diceva: “E’ vero”
lui risponneva: “Nun è vero un corno!”
Cò quell’idee, s’intenne, l’abbruciorno
pe’ via ch’er Papa, allora, era severo,
mannava le scomuniche davero
e er boja stava all’ordine der giorno.
Adesso sò antri tempi! Co’ l’affare
ch’er libbero pensiero sta a cavallo
nessuno pò fa’ più quer che je pare.
In oggi, co’ lo spirito moderno,
se a un Papa je criccasse d’abbruciallo
pijerebbe l’accordi cor Governo.
Trilussa


ALL’OMBRA
Mentre me leggo il solito giornale
spaparacchiato all’ombra d’un pagliaro
vedo un porco e je dico: “Addio, majale!”
vedo un ciuccio e je dico: “Addio, somaro!”
Forse ste bestie nun me capiranno,
ma provo armeno la soddisfazzione
de potè dì le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.
Trilussa
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